Dopo il caso dei ragazzi armati, dopo tutti gli interventi delle forze dell’ordine nei luoghi nevralgici di Catania e nelle campagne di Palagonia, quando arriva la notizia di una nuova corsa clandestina si ha sempre la speranza che sia una notizia vecchia. Di una corsa di cui si è già parlato e che è già finita. Lontana nel tempo.
E invece no. Stessi luoghi e – in senso lato – stesse facce.
Come è possibile che l’attività delle corse clandestine sia così florida? Perché chi vi prende parte, anche tra i semplici spettatori, non capisce di essere solo uno strumento nelle mani della criminalità organizzata?
Chi sa, deve parlare
Occupandoci da tempo di questo fenomeno criminale in cui i cavalli sono le prime vittime, ci è capitato di interrogarci su chi siano tra i tanti ottimi professionisti, per esempio veterinari e maniscalchi di questi poveri animali.
Ufficialmente – ma ce lo aspettavamo – non c’è un professionista che ammetta di prestare il proprio servizio in un ambito tanto grigio. Però c’è anche chi racconta che ‘quelli dei quartieri’ sono gli unici che pagano… Clienti perfetti, tutto in contanti…
E c’è anche chi si azzarda a commentare che i cavalli in mano allo sfruttamento delle corse clandestine siano quelli trattati meglio: cibo migliore, box curati, personale attento…
Ebbene, con il caso della corsa dello scorso 8 ottobre davanti agli occhi, giriamo la domanda a chi sa e professionalmente avrebbe il dovere morale (non misurabile in euro) di denunciare. Giriamo la domanda a tutte le persone per bene che amano i cavalli e che in questi casi si sentono costretti a girare la testa dall’altra parte.
Ecco la domanda: come ci si sente a sapere che un puledro di SETTE mesi viene impiegato in una corsa? Parliamo di articolazioni, sistema cardio-circolatorio, respiratorio, formazione delle ossa…
Il tema delle corse clandestine ha sicuramente dei doppi binari. C’è quello della malavita e quello delle forze dell’ordine. Quello della politica collettiva e quella del sentire personale. C’è quello di chi è convinto che l’istituzione sia nemica e quello di chi invece vorrebbe svegliarsi in un contesto dove sia la legalità a governare. Catania è una città davvero molto complessa. Come le tante persone che ci abitano. Questi episodi così diffusi, questo genere di malaffare non la devono più rappresentare.
Il comunicato della Questura
IMMEDIATO INTERVENTO DELLA POLIZIA DI STATO PER CONTRASTARE UNA CORSA CLANDESTINA DI CAVALLI SVOLTASI A PALAGONIA: DENUNCIATI 5 CATANESI, SEQUESTRATO UN PULEDRO COSTRETTO A GAREGGIARE
La Polizia di Stato ha individuato e denunciato cinque soggetti, tutti catanesi, a seguito di tempestive indagini avviate, già nella mattinata di ieri (8 ottobre, ndr), dopo aver acquisito le immagini di una corsa clandestina di cavalli nelle campagne di Palagonia.
L’azione immediata dei poliziotti della Questura di Catania ha permesso di mettere in sicurezza uno dei cavali, di soli sette mesi, costretto a gareggiare nelle strade interpoderali del calatino, in totale assenza di condizioni di sicurezza. Con il puledro è stata sequestrata anche tutta l’attrezzatura utilizzata per la gara clandestina.
L’intervento ha visto impegnati i poliziotti della Squadra Mobile e della squadra a cavallo dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico che sono riusciti ad identificare cinque persone e a rintracciare uno dei due equidi, mettendolo in salvo. Il cavallo si trovava in una stalla nel quartiere San Cristoforo, a Catania.
Unitamente ai poliziotti della Questura, sono intervenuti i medici del servizio “Veterinari” del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catania che hanno eseguito tutti gli accertamenti del caso sul cavallo. La stalla e il cavallo erano privi di identificazione. Pertanto, dopo essere stato microchippato, il puledro è stato sequestrato e affidato ad un’azienda specializzata che se ne prenderà cura, scongiurando, così, un nuovo impiego in corse clandestine. All’interno della stalla, i poliziotti hanno trovato anche finimenti e bardature che, da un primo esame, sembrerebbero corrispondere a quelli utilizzati nel corso della gara non autorizzata, così come si evince da una prima comparazione con video circolati sui social network.
Il proprietario della stalla e altri quattro soggetti che viaggiavano a bordo di motocicli che scortavano il corteo sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria, ferma restando la presunzione d’innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva.
Il proprietario della stalla è stato, infine, sanzionato amministrativamente dal medico veterinario per l’assenza di autorizzazione per detenere l’animale, per non averlo censito in banca dati e per non averlo sottoposto alle previste visite sanitarie.
Ultim’ora
Ci giunge notizia dalla Questura che è stato rintracciato anche il secondo cavallo coinvolto nella corsa dell’8 ottobre. Il cavallo è stato ritrovato in una stalla abusiva a San Cristoforo dai poliziotti della squadra a cavallo dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, al termine di serrati controlli nel quartiere in collaborazione con dei medici veterinari dell’Asp. L’animale è stato identificato tramite microchip e affidato a un’azienda specializzata con l’intento di evitare che venga di nuovo messo a correre o peggio, finisca nella filiera della macellazione clandestina.





















